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Storia

L'ultima battaglia dei bolscevichi

Ci rivolgiamo a una delle pagine più tragiche, ma politicamente decisive, della storia del movimento operaio mondiale: la lotta eroica e coerente del Gruppo del Centralismo Democratico (i “decisti”). Mentre alla fine degli anni Venti la maggior parte degli oppositori di partito nutriva illusioni mortali sulla natura dello Stato sovietico, furono proprio i decisti (T. Sapronov, V. Smirnov e altri) i primi a trarre la rigorosa conclusione marxista: la controrivoluzione era compiuta, il PCUS(b) e l’apparato statale si erano trasformati in strumenti di sfruttamento capitalistico ostili al proletariato. Di conseguenza, non era necessaria una riforma interna al partito, bensì una nuova rivoluzione e la creazione di un nuovo partito, autenticamente operaio. Il valore particolare di questo materiale storico risiede nella spietata dissezione dell’ideologia di Lev Trockij e dei suoi sostenitori. Attraverso i documenti storici, dimostriamo come il rifiuto di Trockij di riconoscere la natura borghese del regime stalinista lo abbia condotto al funesto centrismo: sterili speranze in un “corso di sinistra” della burocrazia e la sostituzione dell’analisi di classe reale con ragionamenti astratti sulla “situazione internazionale”.

Politica internazionale

Rassegna internazionale, aprile 2026

Mentre le notizie parlano di una prossima stabilizzazione, il sistema sta attraversando una profonda crisi strutturale: i mercati sono saturi di debiti non garantiti, le nuove tecnologie privano alcuni vecchi settori dei profitti precedenti generandone di nuovi e altissimi per altri, e gli Stati, come prevedibile, vengono trascinati in guerre per le risorse. Non basta diagnosticare il capitalismo contemporaneo; è necessario comprendere perché il movimento operaio sia ora così debole e frammentato e, soprattutto, da dove, oggi stesso, i comunisti devono iniziare il lavoro pratico per organizzare le persone in vista dei futuri sconvolgimenti sociali, senza limitarsi all’attesa passiva di rivolte spontanee.

Editoriale

Lo strumento di lavoro e la cazzuola cibernetica

La redazione dichiara apertamente l'uso consapevole dell'IA generativa per la creazione delle illustrazioni della rivista, basandosi sulla concezione marxista della tecnica. La macchina è priva di teleologia e di autentica immaginazione: essa funge soltanto da docile "cazzuola cibernetica", un prolungamento ad alta tecnologia della mano e della mente umana. Guidando con rigore gli algoritmi, non li utilizziamo per simulare una "creatività" della macchina, ma per far rivivere il monumentale linguaggio visivo dell'avanguardia proletaria rivoluzionaria del 1917–1921. Sebbene le odierne reti neurali siano state create dalle multinazionali per generare profitto attraverso la monopolizzazione predatoria del "general intellect" dell'umanità, noi volgiamo questa contraddizione contro il capitale stesso. Rifiutandoci di vendere la rivista, non creiamo plusvalore, bensì produciamo esclusivamente valore d'uso: propaganda comunista. In tal modo, mettiamo in atto una "espropriazione inversa" tattica, costringendo l'infrastruttura del nemico di classe a operare negli interessi del proletariato e trasformando le tecnologie capitalistiche in un'arma intellettuale per la lotta di classe.

Programma

A proposito del “Manifesto”

Il lavoro sul nostro “Manifesto” ha rappresentato un passo importante nell’autodefinizione politica del gruppo e, come prevedibile, ha suscitato un vivo eco tra i compagni. Siamo sempre stati convinti che il marxismo non sia un dogma cristallizzato, ma una guida all’azione che richiede un costante…

Appello

APPELLO AI LAVORATORI DELLA RUSSIA

La storia della nostra organizzazione non è iniziata ieri. La maggior parte delle nostre pubblicazioni e dichiarazioni passate è oggi poco conosciuta. Pertanto, abbiamo deciso di iniziare a pubblicare nella nostra rivista alcuni materiali tratti dai nostri archivi. Uno di questi è la presente dichi…

Editoriale

Dalla redazione: una nuova fase

L’uscita del primo numero della rivista Prometeo Comunista è il risultato logico di quasi trent’anni di lavoro del nostro gruppo. Nelle condizioni di estrema debolezza del attuale movimento operaio e della frammentazion…

Storia

Dalla Manchester di Engels alla Manchester Globale

Gli ideologi borghesi ci convincono da decenni che il marxismo sia irrimediabilmente obsoleto, che la classe operaia classica sia scomparsa e che al posto dello crudele sfruttamento del passato sia giunta un’umanitaria “società post-industriale” di pari opportunità. Noi demoliamo questo mito, poggiandoci su un rigoroso analisi di economia politica. Dimostriamo che il capitale non ha affatto mutato la sua natura predatoria — ha semplicemente scalato le condizioni infernali della Manchester fabbrile del XIX secolo, descritte dal giovane Friedrich Engels, alle dimensioni dell’intero pianeta. Di fronte all'inesorabile caduta del saggio di profitto negli anni '70, il capitalismo ha lanciato i meccanismi della rivincita globale — ha delocalizzato la produzione fisica nei paesi del “nuovo” capitalismo, condannando miliardi di persone al supersfruttamento, mentre il proletariato delle metropoli imperialiste è stato frammentato e assoggettato tramite la gig-economy, il taylorismo digitale, la schiavitù del debito e le illusioni del capitale surrogato. In questo materiale sezioniamo l’anatomia del proletariato contemporaneo frammentato e dimostriamo che, nonostante la dispersione spaziale e professionale, il minatore in Congo, il corriere con GPS e l’IT specialista in burnout rimangono anelli di una stessa catena di estrazione del plusvalore. Per spezzare questa macchina globale di produzione di miseria e alienazione, la classe frammentata dei lavoratori salariati deve necessariamente superare l’atomizzazione imposta e prendere coscienza dei propri interessi di classe unitari. Solo un partito marxista mondiale può canalizzare la protesta spontanea del proletariato nel alveo della rivoluzione comunista.

Storia

In cerca della via

Questo testo rappresenta un saggio storico-politico che descrive il lungo cammino di formazione e di evoluzione ideologica del gruppo, dal suo sorgere alla fine degli anni Novanta fino al passaggio a nuove forme di lavoro ai giorni nostri. Il materiale racconta i primi passi dell’organizzazione sul…

Politica internazionale

L’Iran come nodo nevralgico della crisi dell’imperialismo

Il presente testo rappresenta un’analisi marxista del ruolo dell’Iran nell’attuale crisi imperialista e delle dinamiche di classe interne al paese. Se gli ideologi liberali discutono della lotta tra “riformatori” e “conservatori”, noi dimostriamo che tutte le frazioni della borghesia iraniana sono…

Critica

La concezione apologetica della produttività di tutte le professioni

Un filosofo produce idee, un poeta poesie, un pastore prediche, un professore manuali ecc. Un delinquente produce delitti. Se si esamina più da vicino la connessione che esiste tra quest’ultima branca di produzione e l’…

Programma

L'introduzione e lo schema di Programma del Partito comunista internazionalista

Il gruppo "Prometeo Comunista" non si considera un «partito comunista mondiale o nemmeno il suo unico embrione» e vede la propria attività «come una parte del movimento pratico verso il comunismo, come una lotta per la creazione di questo partito». *Partendo da questo presupposto, riteniamo fondamentale scambiare esperienze e condurre discussioni con altre organizzazioni comuniste internazionaliste. "Lo schema di programma del Partito Comunista Internazionalista" e la relativa introduzione ad esso, appositamente scritta dai compagni di Battaglia Comunista, costituiscono i primi di una serie di pubblicazioni di documenti, articoli e materiali di altre organizzazioni comuniste. Consideriamo l'approfondimento di questi testi parte integrante del patrimonio teorico del marxismo e un elemento cruciale nella formazione della coscienza di classe del proletariato mondiale.